Lo sapevi...indice e picco glicemico

Frequentemente si sente parlare di picco glicemico e indice glicemicoDi cosa si tratta?

Durante sforzi prolungati come ad es. sport di resistenza (aerobici) è necessario recuperare energia attraverso i carboidrati, come già scritto. La sostanza più adatta tra queste è sicuramente la maltodestrina, in quanto è quella più tollerata dall’organismo, con una osmolarità (concentrazione di zucchero nel sangue) 5 volte inferiore rispetto al destrosio. Questo permette che venga richiesta una quantità inferiore di acqua all’organismo per assorbire il prodotto, con minor rischio di problemi di tipo intestinale. Quando si parla di picco glicemico, si intende la velocità che ha una determinata sostanza di essere assorbita: il glucosio ha un elevato picco glicemico. 
 

Se assunto prima di una gara può avere un effetto negativo in quanto rischia di verificarsi il picco glicemico all’inizio della gara, quando ancora non si è sotto sforzo; questo comporta un altrettanto rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nell’organismo con il rischio di raggiungere un livello di concentrazione nel sangue leggermente inferiore rispetto alle condizioni normali a riposo dell’organismo. In questo caso il cervello, primo utilizzatore di carboidrati, avverte subito il cambiamento e si rischia di avere un effetto di spossatezza. Durante la gara potrebbe essere assunto il glucosio ma l’assorbimento è peggiore rispetto alla maltodestrina, che ha invece lo stesso effetto energetico ma senza il picco glicemico. 

L‘indice glicemico comunemente sta ad indicare la concentrazione di glucosio in un intervallo di due ore (energia). L’area del glucosio e delle maltodestrine (catene di glucosio) è uguale, cambia solo la durata in questo intervallo.
La maltodestrina non ha sapore, per questo non viene utilizzata da sola.