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La vitamina E è una vitamina liposolubile presente naturalmente negli oli vegetali e in altri alimenti grassi. Prima il termine vitamina E era usato genericamente per 4 tocoferoli (α, β, γ, δ) con diverse attività antiossidanti. Attualmente solo l’alfa tocoferolo è considerato vitamina E. La sua forma naturale o sintetica con la più alta biodisponibilità è l’RRR-α-tocoferolo. Le forme disponibili commercialmente normalmente includono sia la forma naturale che gli altri stereoisomeri (8 in totale) e sono chiamate all-rac-alfa-tocoferolo o le loro forme esterificate come acetato o succinato. L’attività biologica espressa come Unità Internazionale (UI) di RRR-α-tocoferolo rispetto a all-rac-alfa-tocoferolo è rispettivamente 1,49/1. Un efficiente assorbimento dell’alfa-tocoferolo richiede la presenza di grassi. Dopo il suo assorbimento intestinale l’alfa-tocoferolo è incorporato nei chilomicroni e trasportato al fegato. Lì una specifica Proteina che Trasporta l’alfa-Tocoferolo (α-TTP) è responsabile per la sua incorporazione entro le nascenti lipoproteine a molto bassa densità (VLDL) che saranno secrete dal fegato nella circolazione e distribuite ai tessuti.

Funzioni biochimiche e carenza di vitamina E

L’alfa-tococoferolo funziona principalmente come un antiossidante liposolubile che previene la propagazione delle reazioni di radicali liberi. La vitamina è uno spazzino dei radicali perossilici e specialmente protegge i PUFA dei fosfolipidi di membrana e delle lipoproteine plasmatiche (Wang and Quinn, 1999; Traber and Atkinson, 2007; Niki, 2014). Quando i radicali perossilici si formano reagiscono 1000 volte più velocemente con l’alfa-tocoferolo che con i PUFA (Buettner, 1993). Proteggendo i PUFA dei fosfolipidi di membrana l’alfa-tocoferolo preserva l’integrità e la stabilità delle membrane intracellulari e cellulari, gioca un ruolo importante nella stabilità degli eritrociti e nella trasmissione dei nervi centrali e periferici, e previene l’anemia emolitica e i sintomi neurologici (atassia, neuropatia periferica, miopatia, retinopatia pigmentosa) negli individui mancanti di alfa-tocoferolo (Muller, 1986).  La classificazione della vitamina E come di un nutriente essenziale è basata su studi sugli animali e sulla carenza primaria e secondaria di alfa-tocoferolo negli umani. La necessità di alfa-tocoferolo per prevenire il riassorbimento fetale nelle ratte gravide è all’origine della scoperta della vitamina (Evans and Bishop, 1922). Il nome chimico tocoferolo deriva dalla essenzialità per la riproduzione negli animali, sebbene tale essenzialità non sia mai stata dimostrata negli umani (Brigelius-Flohe et al., 2002). Una deficienza primaria di alfa-tocoferolo è familiare isolata. Una deficienza secondaria di alfa-tocoferolo è stata osservata in casi di abetalipoproteinemia, malattie biliari, grave malnutrizione, malassorbimento dei grassi, e fibrosi cistica (Farrell et al., 1977; Jeffrey et al., 1987; Eggermont, 2006; Zamel et al., 2008). Una deficienza di alfa-tocoferolo sintomatica in individui senza patologie e che consumino diete a basso contenuto di alfa-tocoferolo non è stata riportata (IOM, 2000). Il livello di assunzione medio di alfa-tocoferolo con una dieta normale per la popolazione italiana (VNR) è di 12 mg al giorno.
(EFSA 2015, mod.)

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Vitamina E