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Vitamina D

Vitamina D

Negli ultimi anni c'è stato un aumento considerevole di integratori a base di vitamina D e oggi cerchiamo di capirne il motivo.

La vitamina D si forma naturalmente nell’organismo a livello della pelle per irraggiamento del sole partendo dal colesterolo: basterebbero appena 10 minuti al giorno di esposizione delle mani e della faccia alla luce del sole per soddisfare il fabbisogno minimo dell’organismo.


Nelle tabella che segue si vedono le dosi giornaliere consigliate (RDA) di vitamina D in base all'età:

EtàMaschioFemmina
0-12 mesi*400 IU (100 mcg)400 IU (100 mcg)
1-13 anni600 IU (15 mcg)600 IU (15 mcg)
14-18 anni600 IU (15 mcg)600 IU (15 mcg)
19-50 anni600 IU (15 mcg)600 IU (15 mcg)
51-70 anni600 IU (15 mcg)600 IU (15 mcg)
> 70 anni800 IU (20 mcg)800 IU (20 mcg)


EtàGravidanzaAllattamento
0-12 mesi
1-13 anni
14-18 anni600 IU (15 mcg)600 IU (15 mcg)
19-50 anni600 IU (15 mcg)600 IU (15 mcg)
51-70 anni
> 70 anni

*Assunzione adeguata.


In Italia in particolare una vasta parte della popolazione soffre di carenza di vitamina d, in particolare fra gli anziani.


Il problema è che non basta l’esposizione al sole e ai suoi raggi ultravioletti per la formazione della vitamina D; quella che si forma è un precursore non attivo della vitamina D.
Questo precursore deve poi passare per il fegato dove subisce un’ altra reazione formando la cosiddetta vitamina D2 o ergocalciferolo che però non è ancora la forma attiva.
Quest’ ultimo infatti a livello renale subisce un’ ulteriore trasformazione diventando la vitamina D3 o colecalciferolo cioè la vitamina D nella sua forma efficace.


Anche gli alimenti possono fornire quantità significative di vitamina D, soprattutto i pesci di mare.

L’assorbimento di vitamina D implica organi come fegato e reni, che possono essere soggetti a diverse patologie (p.e. epatopatie alcoliche o osteodistrofia renale), e/o la necessità di seguire una dieta particolare, ci spiega perché può essere necessaria un’ integrazione. Senza contare che la stessa abbronzatura, che sarebbe la prima fonte di vitamina D, oggi è messa sotto inchiesta per l’ insorgenza di tumori della pelle legati ai raggi UV.


Le funzioni della vitamina D sono:

  • la stimolazione dell’assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale;
  • la regolazione in sinergia con l’ormone paratiroideo (PTH) dei livelli plasmatici di calcio;
  • il mantenimento di un’ adeguata mineralizzazione dello scheletro.





La vitamina D sembra inoltre possa avere un ruolo positivo, anche se non ancora scientificamente provato, nella prevenzione di certe forme di tumore, del diabete, dell’ipertensione e della sclerosi multipla.

Di recente infine si sta approfondendo la relazione tra la vitamina D e il Covid-19 (Coronavirus). In particolare due docenti dell' Università di Torino, dopo le raccomandazioni della British Dietetic Association, hanno sottolineato come da numerose evidenze scientifiche si nota il ruolo fondamentale della vitamina d nella sua forma attiva sulla modulazione del sistema immune, riducendo il rischio di infezioni delle vie respiratorie di origine virale, incluse quelle da coronavirus, e sulla capacità di ridurre il danno polmonare da iperinfiammazione. Da qui i due studiosi raccomandano l' utilizzo di vitamina d sia per i contagiati, sia per i medici e le persone a stretto contatto.


I nostri integratori consigliati
Vitamin D VOLCHEM 100 compresse contiene solo la forma attiva di vitamina D cioè il colecalciferolo o vitamina D3, di grado farmaceutico cioè una purezza pari al 100%.

Ottenuta per sintesi dal deidrocolesterolo della lana di pecora, non da estratti vegetali. Non contiene grassi, conservanti artificiali, glutine, lattosio e zuccheri. È veicolata solo da fibre vegetali naturali come la cellulosa.




La dose per compressa varia e tiene conto:

  • dei fabbisogni della generalità della popolazione, dal giovane atleta all’ anziano ultrasettantenne, pari a 800 IU o 20 microgrammi (mcg)/die;
  • 2000 IU pari a 50 mcg è la dose massima giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute;
  • dei rischi da eccessive dosi di vitamina D per assunzioni prolungate superiori a 2000 IU. In questi casi l’aumentato assorbimento di calcio e riassorbimento osseo possono causare ipercalcemia che può portare a calcificazioni metastatiche con conseguente danno al cuore ai vasi sanguigni e ai reni.


Le dosi giornaliere di una compressa di Vitamin D sono state approvate dal massimo ente scientifico europeo ( EFSA ) per rinforzare ossa, muscolatura, lo stesso sistema immunitario e per ridurre il rischio di caduta negli anziani.


Perchè in commercio esistono anche prodotti con dosi superiori IU di vitamina D?
Come scritto sopra la dose massima giornaliera stabilita per legge è quella di 2000 IU. In commercio esistono farmaci (non integratori) che hanno dosi superiori ma dovrebbero sempre essere assunti sotto prescrizione medica in base alle carenze specifiche della persona. La posologia di questi prodotti inoltre è solitamente ad intervalli di almeno una o due settimane, a differenza dell' integratore che si basa su una assunzione costante che garantisce un apporto continuativo di vitamina d, ma che deve essere inferiore per non provocare possibili effetti tossici.



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Posted in: Novità