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Quando si parla di ultracycling, si pensa subito alle gambe. Alla resistenza. Alla capacità di soffrire.
Ma chi affronta davvero gare di lunga distanza sa che, dopo molte ore in sella, il problema cambia completamente natura.
La vera sfida diventa:
Ed è proprio qui che alimentazione e integrazione diventano decisive.
Per approfondire questo tema abbiamo raccolto l’esperienza di Omar Di Felice, atleta abituato a gare unsupported, avventure estreme e competizioni di ultracycling in ambienti remoti.
L’ultracycling non significa semplicemente pedalare più a lungo.
Significa:
Nelle gare endurance moderne, e sempre più spesso anche nel gravel, il corpo entra in una dimensione completamente diversa rispetto al ciclismo tradizionale.
Come racconta Omar Di Felice:
“Nelle gare di ultracycling la gestione dell’alimentazione inizia a rappresentare una criticità dalle 10-12 ore in su e, nelle gare più lunghe, dal secondo giorno bisogna trovare una routine sostenibile che consenta di integrare senza intaccare anche l’apparato digerente.”
Con il passare delle ore:
L’obiettivo non è più soltanto performare: è continuare a funzionare.
Per anni si è pensato che bastasse introdurre carboidrati.
Oggi sappiamo che la gestione energetica è molto più complessa.
Secondo Omar:
“Con il tempo e l’esperienza ho compreso che il ruolo dei grassi, durante prove di svariati giorni e migliaia di chilometri, è fondamentale per poter gestire competizioni così lunghe e stressanti.”
Nell’endurance moderno la nutrizione deve avere tre caratteristiche:
Le linee guida attuali parlano di:
Ma nelle gare unsupported la teoria deve adattarsi continuamente alla realtà.
Una delle cose più interessanti dell’ultracycling moderno è che il “cibo reale” torna protagonista.
Come racconta Omar:
“Sono riuscito ad adeguarmi a mangiare qualunque cosa io trovi. Una delle condizioni per me fondamentali è riuscire ad alternare cibi dolci ad altri più salati.”
Nelle gare unsupported:
Per questo:
Secondo Omar restano però imprescindibili:
Durante sforzi molto lunghi:
E non bisogna ignorarle.
“Il palato e gli input che riceve il nostro sistema nervoso sono altrettanto importanti.”
La nutrizione endurance non è solo una questione metabolica: è anche neurologica e mentale.
Con il freddo aumenta drasticamente il consumo energetico.
Come spiega Omar:
“Durante le avventure al freddo aumenta il consumo calorico perché entra in gioco il fattore termoregolazione.”
In queste condizioni:
Con il caldo il problema diventa opposto:
Secondo Omar:
“È fondamentale cercare di alimentarsi con cibi leggeri ma calorici anche in assenza di fame.”
Molti atleti si concentrano solo sui carboidrati.
Ma nell’endurance l’idratazione è fondamentale per:
Per Omar Di Felice:
“È importantissimo bere almeno una borraccia da 500-750 ml ogni ora.”
Uno degli aspetti più evoluti dell’ultracycling moderno riguarda proprio l’allenamento nutrizionale.
Oggi non basta più “fare tante ore”.
Come racconta Omar:
“Cerco di allenare il mio fisico a lavorare anche con 90-120 g carbo/ora per sostenere allenamenti intensi e migliorare FTP e capacità aerobica.”
Anche l’intestino va allenato:
sono parte integrante della performance.
Come ricorda Omar:
“Il corpo ci invia sempre dei segnali.”
E con esso cresce l’importanza della gestione nutrizionale.
Le problematiche sono le stesse:
Per questo oggi ultracycling e gravel condividono sempre più strategie nutrizionali.
Sulla base dell’esperienza raccolta insieme a Omar Di Felice abbiamo selezionato un setup pensato per chi vuole affrontare:
Inoltre, puoi personalizzare il tuo setup aggiungendo:
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L’ultracycling è una disciplina estrema.
Ma non dovrebbe mai trasformarsi in sofferenza continua.
Come conclude Omar Di Felice:
“Alla base ci deve sempre essere il divertimento.”
Perché la vera sfida delle lunghe distanze non è soltanto resistere:
è trovare un equilibrio sostenibile tra performance, nutrizione e gestione del proprio corpo.