Ultracycling e nutrizione endurance: guida pratica con Omar Di Felice

Cosa mangiare nell’ultracycling: guida a nutrizione e integrazione endurance

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Ultracycling e nutrizione endurance: guida pratica con Omar Di Felice

Nutrizione e integrazione nell’ultracycling: cosa succede davvero dopo 10, 20 o 30 ore in sella

La guida pratica per affrontare lunghe distanze, unsupported riding e gravel endurance

Quando si parla di ultracycling, si pensa subito alle gambe. Alla resistenza. Alla capacità di soffrire.

Ma chi affronta davvero gare di lunga distanza sa che, dopo molte ore in sella, il problema cambia completamente natura.

La vera sfida diventa:

  • riuscire a nutrirsi
  • continuare a idratarsi
  • mantenere lucidità mentale
  • evitare il collasso energetico
  • gestire il corpo senza sovraccaricarlo

Ed è proprio qui che alimentazione e integrazione diventano decisive.

Per approfondire questo tema abbiamo raccolto l’esperienza di Omar Di Felice, atleta abituato a gare unsupported, avventure estreme e competizioni di ultracycling in ambienti remoti.


Perché l’ultracycling è diverso dal ciclismo tradizionale


L’ultracycling non significa semplicemente pedalare più a lungo.

Significa:

  • affrontare sforzi di 12, 24, 48 ore o più
  • gestire sonno ridotto
  • alimentarsi in autonomia
  • mantenere efficienza fisica e mentale per giorni

Nelle gare endurance moderne, e sempre più spesso anche nel gravel, il corpo entra in una dimensione completamente diversa rispetto al ciclismo tradizionale.

Come racconta Omar Di Felice:

“Nelle gare di ultracycling la gestione dell’alimentazione inizia a rappresentare una criticità dalle 10-12 ore in su e, nelle gare più lunghe, dal secondo giorno bisogna trovare una routine sostenibile che consenta di integrare senza intaccare anche l’apparato digerente.”


Il vero limite? L’energia

Con il passare delle ore:

  • il deficit calorico aumenta
  • la digestione rallenta
  • il senso della fame cambia
  • il sistema nervoso si affatica

L’obiettivo non è più soltanto performare: è continuare a funzionare.

Per anni si è pensato che bastasse introdurre carboidrati.
Oggi sappiamo che la gestione energetica è molto più complessa.

Secondo Omar:

“Con il tempo e l’esperienza ho compreso che il ruolo dei grassi, durante prove di svariati giorni e migliaia di chilometri, è fondamentale per poter gestire competizioni così lunghe e stressanti.”


Nutrizione endurance: cosa serve davvero

Nell’endurance moderno la nutrizione deve avere tre caratteristiche:

  • essere sostenibile
  • essere assimilabile
  • non sovraccaricare l’apparato digerente

Le linee guida attuali parlano di:

  • 60–90 g carboidrati/ora
  • 500–750 ml acqua/ora

Ma nelle gare unsupported la teoria deve adattarsi continuamente alla realtà.


Cibo reale o integratori?

Una delle cose più interessanti dell’ultracycling moderno è che il “cibo reale” torna protagonista.

Come racconta Omar:

“Sono riuscito ad adeguarmi a mangiare qualunque cosa io trovi. Una delle condizioni per me fondamentali è riuscire ad alternare cibi dolci ad altri più salati.”

Nelle gare unsupported:

  • lo spazio sulla bici è limitato
  • non sempre esistono ristori
  • bisogna adattarsi a ciò che si trova

Per questo:

  • alimentazione reale
  • integrazione intelligente
    devono convivere.

Secondo Omar restano però imprescindibili:

  • gel ad alto apporto glucidico
  • aminoacidi
  • supporto anti-catabolico

Anche il cervello ha bisogno di energia

Durante sforzi molto lunghi:

  • il gusto cambia
  • il palato si “stanca”
  • emergono voglie specifiche

E non bisogna ignorarle.

“Il palato e gli input che riceve il nostro sistema nervoso sono altrettanto importanti.”

La nutrizione endurance non è solo una questione metabolica: è anche neurologica e mentale.


Freddo, caldo e gestione estrema


Freddo

Con il freddo aumenta drasticamente il consumo energetico.

Come spiega Omar:

“Durante le avventure al freddo aumenta il consumo calorico perché entra in gioco il fattore termoregolazione.”

In queste condizioni:

  • aumenta il fabbisogno calorico
  • aumenta il ruolo dei grassi
  • servono cibi più densi e calorici

Caldo

Con il caldo il problema diventa opposto:

  • cala l’appetito
  • aumenta la disidratazione
  • diventa difficile introdurre calorie sufficienti

Secondo Omar:

“È fondamentale cercare di alimentarsi con cibi leggeri ma calorici anche in assenza di fame.”


Idratazione: il dettaglio che cambia tutto

Molti atleti si concentrano solo sui carboidrati.
Ma nell’endurance l’idratazione è fondamentale per:

  • digestione
  • lucidità
  • continuità energetica

Per Omar Di Felice:

“È importantissimo bere almeno una borraccia da 500-750 ml ogni ora.”


Anche la nutrizione si allena

Uno degli aspetti più evoluti dell’ultracycling moderno riguarda proprio l’allenamento nutrizionale.

Oggi non basta più “fare tante ore”.

Come racconta Omar:

“Cerco di allenare il mio fisico a lavorare anche con 90-120 g carbo/ora per sostenere allenamenti intensi e migliorare FTP e capacità aerobica.”


Anche l’intestino va allenato:

  • frequenza di assunzione
  • tolleranza digestiva
  • capacità di assimilazione

sono parte integrante della performance.


Gli errori più comuni

  • mangiare solo quando arriva la fame
  • usare esclusivamente gel
  • sottovalutare l’idratazione
  • non allenare l’intestino
  • ignorare i segnali del corpo
  • partire troppo forte

Come ricorda Omar:

“Il corpo ci invia sempre dei segnali.”


Perché tutto questo riguarda anche il gravel

Il gravel endurance sta evolvendo rapidamente:
  • gare più lunghe
  • eventi unsupported
  • bikepacking competitivo

E con esso cresce l’importanza della gestione nutrizionale.

Le problematiche sono le stesse:

  • energia
  • autonomia
  • idratazione
  • recupero

Per questo oggi ultracycling e gravel condividono sempre più strategie nutrizionali.


Il setup essenziale per affrontare lunghe distanze, endurance riding e ultracycling

Sulla base dell’esperienza raccolta insieme a Omar Di Felice abbiamo selezionato un setup pensato per chi vuole affrontare:

  • uscite molto lunghe
  • gravel endurance
  • bikepacking
  • ultracycling

Il kit si chiama Ultra Endurance Starter Pack e include energia immediata, supporto metabolico, muscolare e nutrizione solida.

Inoltre, puoi personalizzare il tuo setup aggiungendo:


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Alla base deve esserci il divertimento

L’ultracycling è una disciplina estrema.
Ma non dovrebbe mai trasformarsi in sofferenza continua.

Come conclude Omar Di Felice:

“Alla base ci deve sempre essere il divertimento.”

Perché la vera sfida delle lunghe distanze non è soltanto resistere:
è trovare un equilibrio sostenibile tra performance, nutrizione e gestione del proprio corpo.

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